Gli incontri con…

Antonio Bassolino e “Le Dolomiti di Napoli”

In “Le Dolomiti di Napoli” le vicende private dell’ex sindaco ed ex governatore si intrecciano con quelle del suo lungo impegno politico: “”Sono stato al governo per sedici anni e mezzo, e il troppo storpia”.

Il foyer del San Carlo gremito per la presentazione del libro di Bassolino “Sono stato al governo per sedici anni e mezzo, e il troppo storpia. Dopo tanto tempo, nell’evoluzione della vicenda pubblica, la personalizzazione della politica va incontro alla sua vendetta e la sua nemesi. Ma non ho mai rinnegato la mia storia. E mi sono preso onori ma anche assunto responsabilità, molte. A Napoli come a Roma. E non tutti lo hanno fatto”. Applausi scroscianti. Antonio Bassolino è tornato. In pubblico. Tra la gente. Parla, per presentare il suo nuovo libro “Le Dolomiti di Napoli”, nel foyer del suo amato teatro San Carlo , dove c’è davvero una fetta di città molto trasversale e attenta. Destra e sinistra, donne e uomini, gente che viene dalla vecchia storia del Pci e giovani professionisti. Tra le prime file, anzi in piedi appoggiata a un muro c’è anche Rosaria Ferrigno, la fidanzata di Lino Romano ucciso un anno fa per errori dai sicari della camorra, a Marianella. Bassolino la cita all’inizio del suo intervento e il pubblico si alza in piedi per salutarla. Accanto all’autore del libro, Lucia Annunziata, Antonio Polito, Alessandro Barbano, Maria Laura Massa e l’attrice Lina Sastri che legge ampi brani del libro. “Tra le cose di cui vado più orgoglioso ci sono gli sforzi fatti per restaurare questo che è il teatro più bello del mondo, e faccio gli auguri a tutti dagli operai alla sovrintendente perché si possa costruire un futuro sereno per il nostro ente lirico”, comincia, guadagnandosi la simpatia dei lavoratori.

Continua Bassolino: “C’è qui un pezzo di Napoli vera: operai, lavoratori, aristocratici , professionisti, centrosinistra e centrodestra, questa è la città napoli a cui sono legato e vi sono grato per questa presenza e non per ragioni politiche ma per ragioni civiche e umane”. Bassolino racconta poi, quasi a proseguire quegli squarci generosi e per alcuni perfino “impudichi” delle vicende personali che continuamente si affacciano dal libro, la severa formazione prima da militante adolescente e poi di dirigente del Pci, una “missione” rispetto alla quale affetti e privato erano soffocati.

Mario Colella e… “Solo per danaro, solo per potere”

Mario Colella è notaio e docente di Diritto privato della facoltà di Giurisprudenza presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli. È nato e vive a Napoli, dove ha iniziato la professio-ne negli anni Settanta. Attualmente è insediato nei distretti riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Collabora con la cattedra di Diritto agrario dell’Università di Napoli “Federico II” ed è stato giudice onorario aggregato (GOA) presso la IV sezione Stralcio del Tribunale di Napoli.

L’ultimo suo lavoro è “Solo per danaro, solo per potere”.

«La mia difesa è il ricordo. Quello che dentro mi fa rivivere con puntualità ciò che è stato. La difesa è il ricordo del passato e il ricordo del futuro. O anche non voler conoscere o immaginare il futuro poiché in quel futuro vi è tracciato a lettere di fuoco un giorno nero».

Come il più bello degli amori che accompagna l’uomo distogliendolo dal sonno e strappandolo al lavoro, come il più fedele amico che ascolta silenzioso gli sfoghi densi di speranza e delusione, così il diario di un notaio napoletano raccoglie il lungo viaggio interiore di un uomo.

Un anno di riflessione e d’impulso con cui tingere l’autobiografia di satira politica, analisi dei costumi e miti greci, dove i più pungenti aforismi del passato fermano, con la loro precisa descrizione, l’istantanea del presente e dove la storia di un singolo individuo non prescinde mai dalle vicende nazionali.

Un anno di vita in cui si condensa quasi un secolo di storia, di una società che cambia soltanto in apparenza.

Raffaele Bracale e la sua “Napoletanata”

 Per chi è napoletano e non vuole dimenticare la propria lingua ecco una selezione di 947 Proverbi della sua città divisa in due parti. L’ha curato Raffaele Bracale uno specialista partenopeo che per ogni voce oltre ad offrire la traduzione in italiano presenta anche attente quanto puntuali notazioni di carattere linguistico insieme con un ricco apparato di riferimenti storici e di aneddoti. Per chi è napoletano, queste pagine sono letteralmente da centellinare. E per chi non è napoletano ma è comunque interessato ai Dialetti d’Italia ecco la possibilità di conoscere – grazie anche alla traduzione in italiano – un importante documento della cultura popolare della Campania. In questa seconda parte, ecco gli oltre quattrocento Proverbi in napoletano che completano la selezione 947 espressioni della saggezza popolare partenopea. Il libro elettronico nasce da Dialettando.com, lo spazio on line dedicato ai Dialetti d’Italia per non dimenticare tutte le altre nostre lingue e il grande patrimonio culturale delle Regioni italiane. Raffaele Bracale è nato a Napoli nel 1945 dove ha compiuto gli studi laureandosi in giurisprudenza. Ha lavorato per oltre un ventennio presso il maggior istituto di credito del mezzogiorno e si è dimesso nel 1992 per impegnarsi più attivamente in campo artistico, spaziando dalla pittura alla fotografia, dalla narrativa alla poesia ed al teatro. Ha collaborato a vari giornali e riviste napoletani con articoli di costume ed ha ricevuto in vari concorsi nazionali attestazioni e premi sia come poeta che come pittore, sia come regista che come autore teatrale. Per il teatro, ha scritto e rappresentato una mezza dozzina di lavori tutti portati in iscena, con la sua regia, dalla compagnia napoletana L’Applauso. Ha pubblicato in volume, presso líeditore I.G.E.I. di Napoli, i volumi di narrativa: «Napule: e ghiammo ënnanze» «Pianti e putipù» (vincitore nel 1994 del 1° premio Città di Pompei) ed i volumi di versi: «Conti e canti», «La Tombola».